Per le impugnazioni davanti alla Corte d’Appello il contributo dello scaglione è aumentato del 50% (art. 13 c. 1-bis D.P.R. 115/2002).
| Valore della causa | I grado | Appello (+50%) |
|---|---|---|
| fino a 1.100 € | 43 € | 64,50 € |
| da 1.100,01 a 5.200 € | 98 € | 147 € |
| da 5.200,01 a 26.000 € | 237 € | 355,50 € |
| da 26.000,01 a 52.000 € | 518 € | 777 € |
| da 52.000,01 a 260.000 € | 759 € | 1.138,50 € |
| da 260.000,01 a 520.000 € | 1.214 € | 1.821 € |
| oltre 520.000 € | 1.686 € | 2.529 € |
Chi impugna versa subito 777 €, ma deve mettere a bilancio 1.554 €: se l’appello è respinto integralmente, dichiarato inammissibile o improcedibile, il giudice dà atto dei presupposti e l’appellante versa un secondo importo pari al primo. Il raddoppio non è una sanzione discrezionale: scatta per legge (art. 13 c. 1-quater, L. 228/2012) e non dipende dalla condanna alle spese.
L’importo del primo grado aumentato del 50%: ad esempio 777 € per una causa da 30.000 € (518 × 1,5). Usa il calcolatore selezionando il grado «appello».
Quando l’impugnazione è respinta per intero o dichiarata inammissibile/improcedibile: il giudice dà atto dei presupposti e l’appellante versa un secondo importo pari al primo (art. 13 c. 1-quater, introdotto dalla L. 228/2012).
Calcoli implementati e verificati sulle fonti normative primarie citate in pagina. Il metodo di verifica, i valori di controllo e il calendario di aggiornamento sono descritti in metodologia e redazione.