Quando il valore della domanda non è quantificabile (status, diritti reali senza stima, obblighi di fare…), la legge assegna la causa allo scaglione 26.000–52.000 €.
| Grado / rito | Contributo |
|---|---|
| Civile ordinario – primo grado | 518 € |
| Appello | 777 € |
| Cassazione | 1.036 € |
| Processo tributario | 120 € |
L’ultima colonna è l’errore più caro di tutto il cluster: chi ha una causa quantificabile e dimentica la dichiarazione di valore nelle conclusioni non paga i 518 € dell’indeterminabile, ma i 1.686 € dello scaglione più alto – oltre tre volte tanto, anche per una causa da poche migliaia di euro.
518 € in primo grado (scaglione 26.000–52.000 € ex art. 13 c. 6 D.P.R. 115/2002), 777 € in appello, 1.036 € in Cassazione, oltre alla marca da 27 €.
No: l’indeterminabile paga 518 €; chi omette la dichiarazione di valore di una causa quantificabile paga invece il massimo, 1.686 €. Conviene sempre dichiarare il valore nelle conclusioni.
Calcoli implementati e verificati sulle fonti normative primarie citate in pagina. Il metodo di verifica, i valori di controllo e il calendario di aggiornamento sono descritti in metodologia e redazione.